Resta sempre aggiornato sugli ultimi sviluppi macroeconomici grazie alla Market Commentary di Cerved Rating Agency, uno strumento per comprendere meglio le dinamiche che impattano sul rischio di credito delle imprese. Attraverso il commento dei principali temi di natura economica e geopolitica, ti aiutiamo a prendere decisioni informate per una crescita del business distintiva e sostenibile.
In questo numero
- Dati macro della settimana: migliorano gli indicatori di fiducia delle imprese tedesche, con l'indice IFO e le aspettative di business in crescita nonostante il perdurare delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Segnali positivi anche dal mercato automotive europeo, con un aumento delle immatricolazioni nelle principali economie del continente, mentre continua a espandersi il credito al settore privato nell'area euro, sostenuto soprattutto dalla domanda delle imprese.
- Scenario geopolitico e politica monetaria: permane elevata l'incertezza legata alle tensioni in Medio Oriente e nel Mar Rosso, con possibili implicazioni sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi energetici. E’ stata la settimana delle banche centrali: la BCE ha confermato i tassi di riferimento al 2,25%, mantenendo un approccio prudente in vista dei prossimi sviluppi dell'inflazione. Stessa decisione da parte della Federal Reserve ma crescono le aspettative di un rialzo dei tassi a settembre.
- Le dinamiche del credito bancario in Italia: nel secondo trimestre 2026 le richieste di prestiti bancari da parte delle imprese registrano il livello più elevato dal 2020. La crescita della domanda è trainata prevalentemente dalle esigenze di capitale circolante, dalla gestione del debito e dalle aspettative sui tassi di interesse, mentre resta contenuto il ricorso al credito per finanziare nuovi investimenti produttivi.
- Indagine sul credito bancario nell’area dell’euro: a livello europeo si rilevano condizioni di accesso al credito ancora selettive, con maggiori difficoltà per le PMI e per alcuni comparti, in particolare l'automotive. Le grandi imprese mostrano invece una domanda di finanziamenti più dinamica, mentre l'inasprimento degli standard creditizi risulta meno marcato rispetto alle attese formulate dalle banche nei trimestri precedenti.
- Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita: secondo la Survey di Banca d'Italia, le aspettative sulla domanda restano moderatamente positive, soprattutto nei servizi, mentre persistono le principali fonti di rischio legate all'incertezza economica e geopolitica, ai prezzi dell'energia e agli scambi internazionali. Le imprese continuano inoltre a segnalare una posizione di liquidità nel complesso stabile, pur con maggiori fragilità tra PMI e settore delle costruzioni.
- Fattori social e governance e rischio di credito: secondo un recente paper della Banca d'Italia, il contributo delle variabili sociali e di governance nella previsione del rischio di default è sempre più significativo. Indicatori quali turnover del personale, tasso di licenziamento, composizione della forza lavoro e caratteristiche della governance risultano particolarmente rilevanti per la valutazione delle imprese di minori dimensioni, rafforzando l'importanza dei fattori qualitativi nei modelli di rating.