Evoluzione della rischiosità nel settore Energy
Cerved Rating Agency presenta l'aggiornamento del proprio Studio di ricerca sul settore Energy, dedicato al comparto della vendita di energia elettrica (EE) e gas a utenti finali in Italia. Lo studio offre una lettura delle dinamiche di volumi, marginalità, investimenti e struttura finanziaria del settore, ponendo a confronto i risultati consuntivi dell'ultimo esercizio con le aspettative formulate dagli operatori, al fine di delineare l'evoluzione del relativo profilo di rischio.
L'analisi si fonda su un panel di società di vendita di energia elettrica e gas operanti sul territorio italiano, oggetto di valutazione di rating solicited negli ultimi dodici mesi, che hanno fornito dati prospettici puntuali in termini di Volumi, Ricavi, Primo Margine e struttura finanziaria.
A fronte di un contesto di mercato ormai normalizzatosi dopo la fase di forte volatilità innescata dalla crisi energetica, nel 2025 le società di vendita di commodities energetiche a utenti finali (energia elettrica e gas) hanno consolidato il trend di crescita dei volumi già delineatosi nel 2024, sostenuto dalla prosecuzione dell'attività commerciale e dalla ripresa delle forniture alle utenze energivore; quest'ultima dinamica ha interessato in particolare le società Large, che hanno espresso i tassi di crescita più sostenuti. Sul fronte reddituale i margini unitari si sono attestati in assestamento rispetto al 2024, mantenendosi su buoni livelli e risultando superiori alle attese prudenziali formulate dagli operatori nello Studio di ricerca sul settore Energy pubblicato da Cerved Rating Agency a giugno 2025.
Il miglioramento delle performance economiche, unitamente alla normalizzazione delle dinamiche settoriali e ai conseguenti effetti positivi sul capitale circolante, ha favorito un tendenziale rafforzamento dei livelli di indebitamento delle società analizzate, pur a fronte di una rinnovata propensione all'investimento, concentrata soprattutto sulle fonti rinnovabili sia per le Large che per le SME. Sotto il profilo del rischio, il portafoglio delle SME si conferma mediamente meno rischioso per la maggior focalizzazione sulle utenze in bassa tensione, mentre le Large beneficiano di un modello di business più diversificato lungo la filiera energetica, che contribuisce a contenere la volatilità di risultati economici e flussi di cassa.
Per il 2026 si stima un ulteriore incremento dei volumi per le SME e un sostanziale assestamento per le Large, correlato a un diverso mix di clientela orientato alle utenze in bassa tensione; i margini unitari, pur in un atteggiamento prudenziale legato alla forte pressione competitiva e alle tensioni geopolitiche, sono attesi significativamente superiori al track record antecedente la crisi energetica, a fronte di una struttura finanziaria in ulteriore rafforzamento nonostante le rilevanti strategie di investimento.
In considerazione di quanto osservato, e coerentemente con il miglioramento della probability of default registrato dal panel nell'ultimo biennio (aprile 2024 – aprile 2026), Cerved Rating Agency delinea, pertanto, una tendenziale riduzione della rischiosità associata al settore della vendita di commodities energetiche a utenti finali.
Evoluzione della rischiosità nel settore Energy
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