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Come si posiziona il settore alimentare italiano in termini di export, rischio di credito, vulnerabilità agli shock e sostenibilità? L'analisi di Cerved Rating Agency su circa 12.800 imprese con rating offre una fotografia aggiornata del Food made in Italy, tra punti di forza strutturali e rischi emergenti.
Risultati principali:
- Il 75% delle imprese Food ha una propensione all'export ‘alta’ o ‘molto alta’. Nel 2025 l'export del settore è cresciuto del 4%, a 62,4 miliardi di euro, trainato da Spagna (+14%) e Polonia (+20%). In lieve flessione invece dell’export USA (-2%) a causa delle politiche protezionistiche.
- Esposizione a shock ed M&A: nonostante un buon profilo creditizio, il settore accusa gli shock energetici già a 1 mese per via dei costi logistici. La scala dimensionale è però una difesa solida: le imprese che fanno M&A riducono drasticamente il rischio di default (indice PD a 76 contro il 127 delle non-M&A)
- Profilo creditizio solido: oltre il 60% delle imprese è investment grade, con una probabilità di default storicamente inferiore agli altri settori
- Potenziale di emissione minibond stimato in oltre 1,5 miliardi di euro per le imprese investment grade con buoni fondamentali
- Il 46% delle imprese ha score ESG alto o molto alto; le più sostenibili mostrano una probabilità di default media del 3,6%, contro il 7,9% delle meno sostenibili