La Normativa Rating ESG

Nuova normativa sui Rating ESG tra vincoli e opportunità

In data 24 aprile 2024 il Parlamento Europeo in prima lettura ha approvato il testo definitivo di Regolamento sulla ‘Trasparenza e integrità delle attività di Rating Ambientale, Sociale e di Governance (ESG).

La risoluzione legislativa del Parlamento europeo segue alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio e si inserisce come tassello nella lista degli obiettivi previsti inizialmente dall’Action Plan on Sustainable Finance del 2018 ed in particolare all’obiettivo numero 6. relativo al tema di integrare la sostenibilità nei rating e nelle ricerche di mercato.

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Studio preparatorio della commissione Europea e consultazione

Prima di arrivare al testo di regolamentazione ricordiamo che La Commissione Europea ha svolto un lungo percorso preparatorio avviando uno studio1 sui rating ESG che ha portato alla descrizione del mercato esistente rispetto alle tipologie di prodotti forniti, alle attività di ricerca analitica, i principali attori e le loro caratteristiche dimensionali e ubicazione, alla qualità e le fonti di raccolta dei dati utilizzati dai rating providers, la trasparenza delle metodologie adottate e le potenziali carenze del mercato. Tra queste il nodo cruciale emerso è stato che i partecipanti alla consultazione pur confermando nell’87% di utilizzare i rating ESG nelle decisioni di investimento, hanno denunciato una necessità di maggiore trasparenza rispetto alle metodologie adottate dai rating providers (83% dei rispondenti) e nell’80% dei casi che i fornitori di rating siano in situazioni di potenziale conflitto di interessi con i soggetti valutati. Nel complesso la consultazione ha raccolto evidenze sulla necessità di definire ed attuare un quadro regolamentare organico per la definizione dei meccanismi di funzionamento.

Compiti dell’ESMA e caratteristiche richieste ai rating providers

In tal senso la decisione della Policy europea è stata quella di attribuire all’ESMA i compiti di vigilanza e autorizzazione al rilascio di rating ESG in ambito europeo e definire il quadro regolatorio in coerenza con quello già in vigore previsto per i rating di credito2.

Nella sostanza la proposta di Regolamento sui rating ESG approvata dal Parlamento prevede che qualsiasi società emittente di rating ESG pubblici o distribuiti su sottoscrizione sia preventivamente autorizzata dall’ESMA a seguito di una verifica di idoneità delle caratteristiche organizzative del rating provider.

Tra le caratteristiche richieste rientrano la presenza di policy e procedure interne per garantire la qualità delle attività svolte, l’assenza di conflitti di interessi, tra cui il divieto a svolgere attività di consulenza parallelamente alle attività di rating e l’adozione di metodologie rigorose, sistematiche ed oggettive che possano essere validate e verificate almeno annualmente.

Sono richiesti dal legislatore UE idonei presidi di sorveglianza interna sul rispetto delle metodologie e dei processi, competenze specialistiche degli analisti, separatezza tra attività commerciali ed analitiche e soprattutto la separazione tra attività di rating di credito e attività di rating ESG.

Definizione di rating ESG e convergenza metodologica

Viene soprattutto approvata una definizione di rating ESG3 che costituisce la pietra miliare dello sviluppo del mercato e della convergenza metodologica.

In questo modo l’intenzione del legislatore è stata quella di tutelare più ampiamente il mercato e gli utilizzatori del rating ESG ricomprendendo nella definizione anche il concetto di Score ESG o più semplicemente anche di uno Score elaborato rispetto alle singole componenti E,S,G.

La normativa definisce pertanto un quadro completo che entrerà in vigore a partire da 18 mesi dalla definizione delle procedure formali di iscrizione in GUCE. Restano da definire alcuni aspetti di dettaglio che saranno oggetto di definizione nei successivi regolamenti tecnici della UE (RTS).

Opportunità e benefici della nuova normativa

Le opportunità definite dal nuovo framework normativo sono molteplici ed indubbie. L’assegnazione ad ESMA del ruolo di watchdog contribuirà sicuramente a rafforzare gli operatori e livellare il campo di gioco: ad oggi il mercato è confusivo e potenzialmente può indurre in false percezioni gli operatori di mercato a danno dei rating provider che già operano in un regime di salvaguardia poiché operanti con la qualifica di agenzie di rating.

Uno degli effetti più importanti sarà quello di omogeneizzare il concetto di rating e valutazione ESG, ci si aspetta infatti che si possa arrivare ad una convergenza metodologica da parte degli operatori che non necessariamente debba tradursi in uguaglianza di output e di giudizi. In tal senso la pluralità dei punti di osservazione può costituire un contributo costruttivo ad un mercato ancora in via di assestamento.

Nel gioco tra limiti e opportunità aperte dal regolatore troviamo fondamentale il sano divieto di unire l’attività meramente valutativa a quella di supporto consulenziale alle imprese: la richiesta di affidabilità dei giudizi di rating richiesta dal mercato passa necessariamente attraverso l’indipendenza del rating provider al fine di salvaguardarne l’oggettività della valutazione.

Sussistono infine aspetti positivi legati alla proporzionalità della applicazione delle misure regolamentari come, ad esempio, nei confronti degli operatori con minori quote di mercato, sicuramente nel solco di garantire un mercato eterogeneo pluralistico e concorrenziale.

Negli obiettivi della regolamentazione investitori e imprese potranno beneficiare di un livello di informativa trasparente in grado di prendere decisioni informate, senza asimmetrie o fenomeni di greenwashing.

Tutto questo ci pare un sano impulso allo sviluppo dei Rating ESG, sarà poi il mercato a dare il suo insindacabile giudizio rispetto alle proposte di policy attuate.

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